Il cigno nero: fra allucinazioni,autoerotismo e forte introspezione

“Il cigno nero” non è come ,probabilmente,la gente se lo aspetta.

Sono sicuro che moltissima gente uscirà dal cinema perplessa e non saprà se veramente ha apprezzato il film e si ritroverà a riflettere su alcune scene,sull’altissima concentrazione di personaggi femminili e di sesso in relazione alla donna piuttosto che sulle ,spesso fortissime, immagini allucinogene connesse con la protagonista.

Una cosa è certa ,ed è che uscirete dal cinema ponendovi molte domande e ne parlerete,rifletterete. A mio avviso è questo quello a cui deve arrivare un film;è la riflessione quello che deve proporre. E,a volte,un modo per arrivare al telespettatore e colpirlo è quello di montare un film in maniera a tratti  serrata ed intellettuale,a tratti molto lenta e concentrata su pochi volti e pochi spazi, anzi,su pochissimi volti e pochissimi spazi. É indubbio che questo film,anche considerando il montaggio,è decisamente psicologico ed intimista.

La vita di una ballerina,dopo tutto,è proprio così. Essere protagonisti de”Il lago dei cigni” è per un ballerina quello che per un calciatore è partecipare come giocatore ai mondiali di calcio;è un traguardo importantissimo ma anche un punto d’inizio per la propria futura carriera negli alti ranghi.

In nome di questa carriera e di questa passione chiamata danza,Nina,la protagonista,(interpretata dalla divina Natalie Portman,che si è portata a casa l’Oscar per questo ruolo) vive completamente per essa. Nel film non vediamo quasi per niente l’esterno,vediamo solo l’interno della palestra,santuario della danza,dove si allena instancabilmente per raggiungere la perfezione e il suo appartemento,dove vive con un’ossessiva madre ex ballerina che,nel tentativo di aiutarla e proteggerla,finisce per rinchiudere la figlia ed aiutarla ad autodistruggersi.

La madre non è riuscita a diventare Odette,la regina dei cigni,il ruolo più ambito da tutte,e questa mancanza si ripercuote psicologicamente su Nina,che invece punta a quel ruolo e riesce ad ottenerlo e che,quindi,sublima il suo insuccesso. Ma Nina non è forte per reggere la tensione che è data ad un ruolo di prim’ordine,lei non è felice nè abbastanza sciolta e grintoso. É un cumulo d’insicurezze e di paure. É spaventata nel conoscere il proprio  corpo e nel contatto con un uomo,ma anche con una donna.

Portman,il cigno bianco

Nina vive per la danza e non ha altro scopo oltre a quello di migliorarsi e,ottenendo il ruolo più importante,quello di stupire il suo maestro,Thomas, (interpretato da un sempre sexy Vincent Cassel). La difficoltà del ruolo di Odette sta nel dover interpretare un altro personaggio,ossia quello di Odile la sua gemella malvagia,che porterà la prima a togliersi la vita in quanto privata del suo principe,che ha perso per colpa della seduzione”del male” rappresentato da Odile, il “cigno nero” dello spettacolo. La bravura di Nina nel recitare come “cigno bianco”è indiscussa,ma Thomas è perplesso riguardo alle capacità della ragazza d’interpretare il “cigno nero”,che rappresenta la sensualita’,il male,le tentazioni,il corpo libero e senza freni.

Portman & Vincent Cassel

Lily,una ballerina della compagnia che sarebbe perfetta nel ruolo di”cigno nero” in quanto meno tecnica ma più sensuale, inizia ad avvicinarsi a Nina che,gradualmente,perde il controllo di sè e della situazione. C’è un grande gioco di provocazioni sia fra Lily e Nina che fra lei e Thomas che,nel tentativo d’incitarla a scrollarsi,la bacia un paio di volte e la invita “a toccarsi” privatamente per ritrovare “un pò di vita”;auspicando che lei non sia vergine altrimenti non potrebbe imprimere troppo bene quella sensualità appartenente ad Odile.

Nella sua testa Nina crede di avere solo la buona realizzazione del balletto ma non è cosi. Dentro di lei c’è una guerra incredibile. Una lotta estrema con sè stessa e con una natura oscura,quella che deve scoprire e analizzare per riuscire ad interpretare al meglio Odile. Ed è cosi che si spiegano tutti gli episodi più forti ,e più ad effetto, del film che vedono Nina spesso sanguinante, lacrimante e,in alcune scene,addirittura in una specie di trasformazione da donna a cigno,specie verso la parte finale.

Una scena di sesso “immaginario” che Nina ha con Lily è anch’essa fonte di una proiezione delle sue ansie e delle sue paure,quella di non essere abbastanza brava e perfetta,quella di vedersi finire come la prima ballerina di cui ha preso il posto,Beth,che lei stessa ammirava a tal punto da rubargli oggetti personali quali rossetto,profumo ecc.

Natalie Portman & Mila Kunis (Lily)

Winona Ryder(Beth)

Nina vede nemici ovunque,in primis la madre e Lily,ma il vero nemico è la sua stessa immagine riflessa,il suo stesso dipendere dalla danza e dalle sue mancanze o dal pensare di non farcela per poi risultare in uno spettacolo finale praticamente grandioso.

Tutto ruota attorno alla ricerca della perfezione,al controllo del peso e mostra crudamente tutto quello che spesso avviene in campo di danza agonistica. Prima fra tutte c’è la competizione fra tutte le ragazze della compagnia,specie nei confronti della prima ballerina. Lei,la grande “etoile” isolata dalle altre stelle del cielo, spesso è la  più sola e la stella meno “brillante” nella vita reale,costretta ad una guerra contro la perfezione che,purtroppo per lei,perderà sempre se continuerà a cercare qualcosa che sulla Terra non ci è dato raggiungere,se non nei panni di qualcun altro e per qualche ora di balletto.

Portman,il cigno nero

Yours,

Ginger♥