Photo Set: SACRED PROPHANITY. Realtà urbana fra sfondi underground in contrapposizione ad altri sacri e monumentali per un look agli antipodi

E dopo oltre due mesi dagli scatti effettuati nel mese di Agosto di quest’anno,ecco gli scatti di un servizio fotografico che ritengo essere decisamente simbolico ed importante,e sono molto contento di poter condividere con voi questi scatti ed i pensieri che stanno alla base di queste immagini che vedrete.

Realizzato dal mio amico aspirante fotografo Mattia Giordano,e ideato assieme,questo servizio prende il nome di SACRED PROPHANITY ,che tradotto avrebbe il significato di “profanità sacrale”.

Il titolo fa direttoe riferimento alla contrapposizione degli ambienti che abbiamo scelto come protagonisti del set,da una parte la realtà piu periferica ed underground mentre dall’altra la parte più monumentale ed antica e storica della città di Torino.

Ogni ambiente viene da me impersonato con un look completamente opposto alla situazione tipo,ed è questo  il succo del significato di questa sessione fotografica. La decisione di mettere in contrapposizione gli abiti indossati col mondo circostante è da ricercarsi semplicemente nella visione della vita da più prospettive,sempre diverse. Ritengo sia vitale aver la capacità di essere elastici e di essere un pò eclettici. Dobbiamo ragionare più come un gatto che ha 9 vite e quindi 9 modi diversi di poter osservare,cambiare,vivere e smontare una certa situazione/realtà che come robot e automi che non riescono a guardare al di la’ di un’unica via d’interpretazione.

La vita,appunto,può essere anche “fuori ritmo” e totalmente opposta a sè stessa,spesso confusa e non lineare,o comunque non  sempre comprensibile alla perfezione o vivibile con la solita inerzia che contraddistingue molti esseri umani. Spesso esistono realtà incrociate che,pur essendo in netto contrasto,se poste l’una con l’altra funzionano inspiegabilmente e,anche se producono un effetto stridente,al contempo risultano affascinanti e particolari,e ricoprono tutto un loro significato, recuperato dallo stupore e della sensazione di “nonsense” iniziale.

Io mi sento esattamente come uno dei sensi che abbiamo voluto dare a questo servizio,che non a caso la nostra prima esperienza assieme,ossia un “non ordinario” che funziona e che comunque vive e sopravvive anche se,probabilmente,in ogni posto nel quale mi trovero’ mi sentirò sempre un pò “fuoriposto” o”alieno”,per così dire. 

Come una città che incontra tutta la sua multietnicità e la bellezza della moltitudine e della diversità cosi,in miniatura,anche il mio corpo e la mia mente ritrovano le stesse caratteristiche dentro e al di fuori  e le abbracciano,accogliendo con molta gioia tutto quello che c’è di più “stridente” e “ruvido” rispetto a quella che viene definità “normalità”,che al giorno d’oggi è un grado di grigiore medio che mira a non indispettire nè infastidire nessun tipo di sensibilità e che,appunto,rischia di essere sinonimo di “impersonalità”.

Così,da bravo provocatore quale sono e quale sempre sarò,rendo sacra la mia profanità ed il mio essere felicemente diverso.

Ora vi lascio alle foto… 

PS: Alcune delle foto del servizio le caricherò sul mio profilo ufficiale di FACEBOOK e su quello di NETLOG🙂

 

Yours,

Ginger.♥