SONG OF THE WEEK: PIERDAVIDE CARONE & LUCIO DALLA”Nanì” [Numero 9]

Nono”numero” della mia nuova rubrica SONG OF THE WEEK,consigli personali sui nuovi pezzi che ritengo interessanti o,quanto meno,degni di nota rispetto ad altri nel mondo del mainstream musicale. Non tutto il commerciale è da buttare,e spero che con questa rubrica lo possa dimostrare.

 

Quest’anno il Festival di Sanremo ci ha regalato ottime canzoni,a dispetto di quello che dicono molti in televisione (specialmente dei cantanti che,a mio parere,han portato canzoni ORRENDE al Festival),ed è proprio per questa ragione che continuo ad occuparmi di alcuni di questi pezzi in questa mia rubrica.

Questa settimana non posso assolutamente esimermi dal regalare lo spazio della SONG OF THE WEEK all’ultimo capolavoro musicale del grande artista Lucio Dalla,scomparso in questi giorni all’età di 69 anni a seguito di un’infarto fulminante.  

 

L’abbiamo visto poche settimane fa al Festival dirigere il giovane e talentuoso Pierdavide Carone,autore del brano vincitore del Festival di Sanremo 2010,nel loro brano”Nanì”,uno di quei pezzi che non possono che appartenere alla poesia melodica che è da sempre stato il catalogo di Dalla.

Una poesia aggressiva,trasgressiva e naturalista,incline all’analisi e allo sguardo sulle categorie bistrattate dalla società,o quelle meno indagate,esattamente come la”Nanì” dell’omonimo pezzo.

Storia di un uomo innamorato di questa ragazza che per lavoro fa la prostituta,disperato perchè non riesce a far evadere la donna dalla sua condizione e dal suo mestiere. “Nanì” è quasi un canto disperato di quest’uomo che piange l’impossibilità di riuscire a portare questa ragazza con sè,facendo sì che s’interessi solo a lui e non pensi più a tutti”gli altri”,quei clienti da soddisfare che le permettono un sostentamento. Egli sarebbe disposto anche ad amarla in mezzo a tutti questi “altri” uomini,ma in lei c’è proprio l’incapacità di lasciarsi andare e di uscire dal suo”ruolo”,dal suo mestiere.

Un pezzo non certo molto commerciale,che va ascoltato piu volte,ma che già al terzo ascolto ti rapisce per la sua delicatezza e la sua vena struggente,profondamente drammatica,ma non decantata,come solo un pezzo di Lucio Dalla può fare.Dritto al segno,come una fiaba,che sia un racconto che ha del positivo o del negativo.

Spero tanto che l’Italia possa trovare tanti altri cantautori con l’anima ed il cuore di Lucio e son sicuro che Pierdavide Carone,il giovane che Dalla ha preso sotto la sua ala prima di morire,sia un ottimo “figlio di Dalla”,e speriamo che non sia il solo.

*IL VIDEO e L’ULTIMA ESIBIZIONE LIVE DI LUCIO DALLA AL FESTIVAL DI SANREMO*

*IL TESTO*

Nanì, Nanì, Nanì…
Ti ho scovato dentro ad un sentiero
ma non sono stato mai sincero.
Nanì, Nanì, Nanì…
Prima e dopo tanti come me,
a cercare il mondo che non c’è.

Nanì, Nanì…
Questo bosco ormai ha il tuo stesso odore,
Di una bocca senza il suo sapore.
Nanì, Nanì, Nanì…
Venti euro di verginità,
quelli al padrone, la mia che resta qua.

Dimmi perché tu ami sempre gli altri
ed io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via
quando ti ho detto “Vieni via con me”

Nanì, Nanì, Nanì…
Piove ma non ti puoi riparare,
C’è un camionista da accontentare
Nanì, Nanì, Nanì…
Anche lui è solo come noi
Siamo dentro a un mondo senza eroi

Dimmi perché tu ami sempre gli altri
ed io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via
quando ti ho detto “Vieni via con me”

Potrei stare giorni ad annusare
il tuo mestiere anche con me,
Potrai sposarmi anche se non mi amassi
e capirei il perché

Dimmi perché tu ami sempre gli altri
ed io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via
quando ti ho detto “Vieni via con me”

Vieni via con me,
vieni via con me…

Yours,

Ginger❤