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  • gingerpresident 2:44 am on March 8, 2013 Permalink | Reply
    Tags: BRUNETTE, CROSSOVER, ELECTRO HOUSE, , I LOVE, I LOVE IT COVER, , , ICONA POP ALBUM REVIEW, ICONA POP I LOVE IT LIVE, ICONA POP I LOVE IT RECENSIONE, ICONA POP I LOVE IT REVIEW, ICONA POP I LOVE IT SINGLE COVER, ICONA POP I LOVE IT VIDEO, ICONA POP PHOTOS, ICONA POP PICS, ICONA POP RECENSIONE ALBUM, ICONA POP RECENSIONI, ICONA POP REVIEWS, , , INFLUENCE, LIVE PERFORMANCE, , , punk, , ,   

    SONG OF THE WEEK: ICONA POP “I Love It” [Numero 58] 

    Cinquantottesimo ”numero” della mia nuova rubrica SONG OF THE WEEK, consigli personali sui nuovi pezzi che ritengo interessanti o,quanto meno,degni di nota rispetto ad altri nel mondo del mainstream musicale. Non tutto il commerciale è da buttare,e spero che con questa rubrica lo possa dimostrare.

    *ABOUT*

    ITALIAN:

    Per questa settimana ho scelto “I Love It”, singolo di debutto mainstream del duo synthpop svedese Icona Pop , influenzate da uno stile electro house, punk ed indie pop.  

    ILoveItIconaPop

     

    Da quando il duo ha preso la strada più mainstream il duo si è trasferito lavora e si sposta tra Los Angeles e New York, punte massime della produzione musicale mondiale. Il singolo è tratto dal cd ominimo  “Icona Pop”e nel 2012 il singolo è apparso in svariati programmi, in particolare in un episodio dell’acclamatissima serie tv “Girls”.

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    Il pezzo è accattivante, con un sound incredibile, impossibile resistergli. Complice un drink e anche solo un amico/un’amica e puo’ diventare un vero inno.

    Il testo fa riferimento alla rottura di un rapporto che, essenzialmente, è di liberazione da un peso. É un misto di rabbia per una persona difficile da accontentare ed un po’ più grande, probabilmente si tratta di un rapporto con una persona di due decadi in più e le diversita’ che possono intercorrere in fasce d’eta’ cosi distanziate.

    icona_pop_smmag22

    La vera forza della canzone, comunque, è questo suo electro pop impreziosito da due voci un po’ indie rock, che danno a questo superpop un’accezione completamente diversa e nuova. Decisamente interessante.

    Attualmente il gruppo è in tour con i gruppi Passion Pit e Matt & Kim, altrettanto interessanti, e “I Love It” sta iniziando ad espandersi sempre di più nelle discoteche e nelle radio mondiali. Fin’ora ha conquistato la posizione #2 nella madrepatria Svezia, al #3 di Austria, Australia e Germania al numero #13 in Olanda ed è entrata anche al #68 in USA, un risultato decisamente positivo ed importante per un’artista indie pop europeo.

    iconapop_01

    ENGLISH:

    This week i’ve chosen “I Love It”, mainstream debut single of the synthpop,electro house and punk pop swedish duo Icona Pop.

    The duo, since the release of this single, moved on in Los Angeles and New York,  the heart of music’s production of the world, more or less. The single is taken from Icona Pop and in 2012 it appeared in some shows, including the critically acclaimed hit tv series “Girls”.

    The tune is edgy pop, incredibly strong sounding and impossible to resist. With the complicity of drink and friends, this could be a great hymn for young party boys and girls, and maybe not only.

    The lyrics are referred to the broke up of a relationship that’s coming to a death point, and the separation is not much of an anxiety, the opposite, instead a truly blessing to get rid of it. It’s a cocktail of anger for someone who asks more than can give, hard to please, and probably deals with the relationship between two people who have around 20 years between each other, facing the differences that can happen between two people with such a gap of ages.

    icona-pop

    The true strenght of this song, however, is its electro pop sensation empowered by two indie rock voices, which give  to this superpop tune a completely different meaning, turning it into a new kind of “pop”…an icona pop, maybe 🙂

    So interesting.

    The duo is currently touring with bands Passion Pit and Matt & Kim, and “I Love It” it’s climbing charts all over the world, with airplay and downloads. Til now the tune has notched #2 in hometown Sweden,#3 di Austria, Australia and Germany, #13 in Netherlands and #68 in USA, a very good result, importanto for an indie pop european act. 

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    *TESTO*

    I got this feeling on the summer day when you were gone.
    I crashed my car into the bridge. I watched, I let it burn.
    I threw your shit into a bag and pushed it down the stairs.
    I crashed my car into the bridge.

    I don’t care, I love it. I don’t care.

    I got this feeling on the summer day when you were gone.
    I crashed my car into the bridge. I watched, I let it burn.
    I threw your shit into a bag and pushed it down the stairs.
    I crashed my car into the bridge.

    I don’t care, I love it. I don’t care.

    You’re on a different road, I’m in the milky way
    You want me down on earth, but I am up in space
    You’re so damn hard to please, we gotta kill this switch
    You’re from the 70’s, but I’m a 90’s bitch

    I love it!
    I love it!

    I got this feeling on the summer day when you were gone.
    I crashed my car into the bridge. I watched, I let it burn.
    I threw your shit into a bag and pushed it down the stairs.
    I crashed my car into the bridge.

    I don’t care, I love it.
    I don’t care, I love it, I love it.
    I don’t care, I love it. I don’t care.

    You’re on a different road, I’m in the milky way
    You want me down on earth, but I am up in space
    You’re so damn hard to please, we gotta kill this switch
    You’re from the 70’s, but I’m a 90’s bitch

    I don’t care, I love it.
    I don’t care, I love it, I love it.
    I don’t care, I love it.
    I don’t care, I love it, I love it.
    I don’t care.
    I love it. 

    *OFFICIAL VIDEO*

    *LIVE PERFORMANCE*

    ——————————————————————————————————————————
    NON PERDETEVI LA DIVERTENTE WEB COMEDY  “PALAZZO NUOVO 10124” !
    20190_4922513271559_1626995429_n
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    Yours,

    Ginger ❤

     
  • gingerpresident 8:07 pm on January 24, 2013 Permalink | Reply
    Tags: 68, , , , , , , , b/n pics, b/n shoots, , blasfemy, blonde man, blonde models, , causa, church, cigarette pics, color pics, , concept, controversial, controversial model, , , , , , gangster, , , , , genere, , , , , green eyes, , idea, inspiration, interessante, irriverenza, ispirazione, , leggins, , lucia mondini, lucia mondini photography, marijuana, , , modern retrò clothes, , , , politics, , punk, , , , reportage, retrò clothes, , , , , , tema, , , , , , vintage clothes, vintage punk clothes, vintage punk pics, vision   

    PHOTO SET: VINTAGE PUNK -Spirito di libertà,riflessione,gioco ed irriverenza contro la ristrettezza della moda,dei generi,della mente 

    Io sono sempre stato un sovversivo, ma non del tipo che molti pensano.

    Non faccio uso di droghe, non utilizzo né istigo alla cocaina e non favorisco nemmeno la causa contro la legalizzazione della marijuana o di altre sostanze stupefacenti, ma sono sempre stato incline ad essere visto come una specie di punk, sia per la mia idea di look senza limiti che per la mia idea radicata di libertà mentale, fisica e soprattutto nella moda.

    L’idea del servizio fotografico parte da alcuni capi d’abbigliamento vintage e retro ,o solo ispirati al taglio di anni fa, che possono essere collegati all’ideologia e alla “filosofia” punk, e vuole focalizzare la sua attenzione soprattutto sul concept che ne sta alla base, ossia quelle grandi idee esplose dal ’68 in poi (tanto per chiarire il periodo d’ispirazione) , che puntano alla LIBERTA’ D’ESPRESSIONE come tema fulcro.

    Un tema trito e ritrito, chiaramente, ma non per questo meno interessante perché MAI SUPERATO. Anche le canzoni d’amore sono classiche,  qualcosa che chiunque canti e produca musica ne ha scritta e cantata almeno una, ma non per questo sono tutte da buttar via o da non riproporre, se lo si fa in modo nuovo, interessante e sempre con un nuovo sguardo.

    Con la dolce, simpatica e molto professionale Lucia Mondini, fotografa di Cuneo, abbiamo cosi creato questo “libro fotografico” che vuole comunicare soprattutto ,come dal titolo del mio reportage, l’ irriverenza contro la ristrettezza della moda, dei generi, della mente.

    Irriverenza è la componente più punk di me, ciò che potrebbe definirmi come tale anche senza ascoltare i Sex Pistols o gruppi che negli anni si son ispirati a loro (anche se è un tipo di musica che ascolto, effettivamente), senza che fumi l’oppio o senza che faccia sesso nei prati cer celebrare l’amore libero come gli hippies o senza suonare una chitarra per parlare di politica e di rivolte studentesche.

    Si parla di ciò che sta alla “core base” del pensiero punk, non tanto per quanto riguarda i suoi gruppi musicali mito-d’eccellenza, che comunque ammiro.

    Io agisco parlando più o meno delle stesse cose di cui parlavano loro, portando anche quell’ideale di sovvertimento dell’idea di maschio / femmina classico, di moda attuale o retrò. Parlo di sesso e di cose frivole con la stessa intensità di cui potrei parlare di filosofia, eutanasia, del governo Monti, di Spread, di infibulazione o di cos’ altro possa interessarmi sul momento o possa essere, a tutti fatti, un argomento di cronaca.

    Questo photoshoot è un “calcio in faccia” a chi vede la fotografia in un solo senso, Black & White o solo a colori o solo fatta per celebrare il corpo femminile o , anche peggio, che privilegia solo ed esclusivamente il corpo maschile nella sua dimensione più fisicata, che non è che UN SOLO ASPETTO di come un ragazzo può essere. Non è una critica a chi è fisicato, ognuno sceglie che forma dare al proprio corpo (anche se molti sono e rimangono magri, come me) ma l’occhio della macchina fotografica dovrebbe anche interessarsi alla magia che altri corpi sprigionano.

    L’insieme di set sarà invece una tenera carezza per chi, come me, ama la commistione di generi e il poter sentire un elemento inanimato “parlare”; trarre da una fotografia delle ispirazioni, delle idee e ,spero tanto, magari anche una riflessione che porti ad una voglia “matta” di provare ad essere ciò che si è, a prescindere dalla quantità di sguardi di sufficienza che riceverete, perché questo è sicuro.

    Non spingo nessuno a vestire come me, parlare come me o altro, vorrei solo che la gente fosse più sincera e spontanea e spero che queste foto possano parlare a coloro che hanno bisogno di una spinta, di credere che la loro diversità non sia uno svantaggio ma bensì un modo in più per lasciare un’impronta in questo mondo.

    Tutto questo vuole anche essere moda, chiaramente, tramite veri capi vintage o outfits che a nostro giudizio si sposavano bene col resto, con la visione, la follia controllata e consapevole anche se sempre spontanea.

    Non tutta la razionalità è controllo e non tutto il controllo è razionalità.

    Vi lascio ai quattro atti di questo servizio, buona visione e buona lettura.

    PRIMO ATTO: PSYCHEDELIA THROUGH NATURE

    Colore: ARANCIONE. Cardigan pelo, Cravatta fantasia arancio su base marrone scuro, leggins vintage extralarge, calzino fantasia b/w a rombi, scarpa vintage Hollywood.

    Il primo atto è quello più psichedelico, che unisce appunto la filosofia punk (un po’ anche in alcune parti del look) alla mia, ed ogni foto rappresenta , metaforicamente, un elemento di quella filosofia e dell’idea in sé di poter fare cosa si sente proprio, in completa armonia con la natura ed il mondo circostante.

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    Una libertà psichedelica non potrebbe che prendere in esame anche uno dei simboli più inconfondibili ed innegabili del movimento, ossia l’utilizzo dello spinello come fonte d’ispirazione e di liberazione dal dolore, dal peso della vita e delle responsabilità morali/etiche imposte dallo stato. Qui, come in un “trip” di acidi, ovviamente tutto metaforico , colgo l’occasione per ripeterlo e sottolinearlo, il corpo è come l’esigenza della mente, non vuole più sottostare ad un controllo razionale che, invece, sa solo di dolore e insanità.

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    SECONDO ATTO: DARKNESS, SMOKE and MUSIC

    Colore: NERO. Chiodo vintage 80s, sciarpa nera lana, pantalone grigio vita alta, maglia “Brigitte Bardot” b/n righe orizzontali, scarponcino beige chiaro con interno di pelo, guanti sino al gomito, fantasia con colori base arancio e marrone.

    Il secondo atto è il più dark, più riflessivo ed anche più profondo. Uno sguardo più classico alla mia visione di punk del 21^ secolo, con il chiodo protagonista, la sigaretta porta-riflessioni e un catologo di pose più plastiche.

    Luci forti del giorno che contrastano con la gamma scura dei vestiti e molte foto in versione b/n, che più di ogni altri, in questo frammento del set intero, ci danno il senso di “vintage”, con tanto di riferimento al grunge/punk dei Nirvana, preso da una scritta su un muro del mio paese (che appoggio nonostante l’imbrattamento, essendo uno dei miei gruppi rock preferiti) e la chiesa come set, di chiara ispirazione sovversiva dati i temi trattati.

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    TERZO ATTO: THE CARNIVAL OF MY RIGHTS

    Colore: FUCSIA. Giacca serpente fucsia shocking, jeans liscio vita alta bordeaux, camicia boscaiolo con bottoni a pressione fucsia scuro, calzino b/n fantasia rombi, scarpe artigianali in vera pelle indaco.

    Il terzo atto è quello più irriverente, carnevalesco, sovversivo e blasfemo che più incarna la ribellione del movimento punk e che rappresenta sicuramente una delle arterie della mia filosofia di vita personale, l’irriverenza ed il “giocare”, il colpire le istituzioni in cui, sostanzialmente, non credo per motivi precisi.

    Al di là della religione, l’istituzione della Chiesa è qualcosa che davvero trovo sempre più lontano dall’idea di comunione, rispetto, carità e vicinanza fra esseri umani. Una volta ero fiducioso nei confronti della Chiesa, come ogni bambino son cresciuto pensando che fosse il posto dove “si faceva il bene”.

    Fra storie di preti pedofili, offerte rubate, gente che si nasconde sotto la tonaca solo per fuggire alla vita e alle sue responsabilità o per avere uno stipendio e un vitalizio senza, sostanzialmente, lavorare e mille altre storie che hanno affollato giornali, telegiornali e cronache di ogni tipo la verità è venuta sempre più fuori e, dato che Lei si diverte a scagliarsi contro omosessuali ,in primis, o altre minoranze, io faccio altrettanto con le mie parole e la mia fotografia.

    Non si tratta di blasfemia, perché NON è NO alla religione, pur sempre un’ideologia ed una fede, ma bensì ad una struttura che non è cosa dice di essere e ,soprattutto, verso chi la segue pur sapendo che è cosi, falsa e neanche letteralmente basata sui principi del suo libro fondatore, La Bibbia.

    L’atteggiamento burlone, da saltimbanco, da giullare di corte, sottolineato da questo look “evidenziatore”, non fa altro che dar voce a questa forte, impattante ma assolutamente vera e (lasciatemelo dire) sempre più popolare idea tramite i giovani d’oggi e non solo.

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    QUARTO ed ULTIMO ATTO: BIRD OF FREEDOM AND SELF CONSCIENCE

    Colore: MISTO. Giacca vintage 80s light blue shocking, canotta bianca con frange, leggins maculato-savana, scaldamuscoli neri, scarponcino beige chiaro con interno pelo.

    Il quarto ed ultimo atto è quello più anticonformista ed irriverente, specialmente per la figura dell’  “uomo”, l’idea di genere e di cosa uomo e donna devono indossare per essere identificati come tale, di stereotipo.

    Il look s’ispira chiaramente agli anni 70 e al movimento glam ed è un set che mi è molto caro, dato che per oltre 4 anni ho indossato quotidianamente questo genere di vestiti (ora molto meno, anche se non mancano serate in cui mi butto molto più sul glam e comunque ne sarò sempre influenzato, in testa a tutti David Bowie come icona).

    Anche qui non istigo, stimolo né pretendo e voglio che qualcuno si vesta come me in questo atto o in quelli precedenti, ma semplicemente parlo di LIBERTA’ nel vestirsi come più si addice alla nostra personalità, a quel dato periodo, anche solo a quel dato giorno!

    Il carnevale era il giorno del sovvertimento del potere centrale, il giorno in cui tutto veniva visto al contrario, quindi anche i generi erano mischiati, non c’era il rispetto dei ruoli sociali e degli stereotipi classici, era l’anticamera dell’estasi bacchica, dionisiaca.

    Il mio mondo è un carnevale, non tanto per la varietà e i colori che porto come vessillo, ma proprio per il suo istinto di rivendicazione del potere che abbiamo di definire il nostro destino, parlare con il nostro corpo oltre che con la nostra mente.

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    Ginger ❤

     
  • gingerpresident 9:31 pm on January 13, 2013 Permalink | Reply
    Tags: ALTERNATIVE PICS, , , , , , , , , , , , , , LIGHT BLUE, , , punk, ,   

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